Progetto Kintsugi
La cicatrice che diventa elemento d’identità
Progetto di ristrutturazione e unione di due appartamenti
Nella filosofia orientale, quando qualcosa si rompe non è necessariamente un evento negativo.
Nel Kintsugi, l’antica tecnica giapponese, una frattura non viene nascosta: viene valorizzata. Ciò che è stato spezzato viene ricomposto con l’oro, trasformando la cicatrice in un segno di forza, fragilità e bellezza.
È proprio da questo concetto che nasce l’idea alla base di questo progetto.

Il progetto
L’intervento nasce dall’unione di due appartamenti distinti, e proprio la traccia di questa trasformazione è diventata il filo conduttore della progettazione.
La “frattura” generata dall’unione dei due ambienti avrebbe potuto essere semplicemente nascosta. Ho scelto invece di renderla protagonista, trasformando quello che inizialmente poteva essere percepito come un vincolo in un elemento identitario dello spazio.
Il punto centrale dell’intervento è il grande foro realizzato per l’inserimento della scala, il cui perimetro viene evidenziato attraverso una fascia di splendide cementine di Ceramica Sant’Agostino.
Il motivo decorativo accompagna il perimetro dell’apertura e conduce lo sguardo verso la scala, diventando un elemento capace di definire e caratterizzare la zona giorno.







Una cicatrice che racconta la trasformazione
La scelta di non nascondere la traccia dell’intervento nasce da una precisa intenzione progettuale: conservare la memoria di ciò che lo spazio era prima della trasformazione.
Come nel Kintsugi, la cicatrice non rappresenta qualcosa da cancellare, ma diventa parte della nuova identità dell’oggetto.
Qui quella cicatrice diventa architettura.
Il segno che nasce dall’unione dei due appartamenti non divide più, ma unisce. Definisce il nuovo spazio, ne sottolinea la trasformazione e crea un elemento riconoscibile all’interno della zona giorno.
Ciò che era nato come un vincolo tecnico è così diventato un’occasione progettuale.
Un dettaglio capace di raccontare la storia dell’intervento e, allo stesso tempo, di dare carattere e anima al nuovo ambiente.
Ogni spazio ha una storia da raccontare.
Progettare significa anche saper trasformare i vincoli in opportunità e trovare soluzioni che parlino delle persone che vivono gli ambienti.
